BAMBINI

AREA 0-5

L’area 0 – 5 è un intervento che viene effettuato insieme con i genitori ed i neonati e / o bambini piccoli, con età compresa tra i primi mesi ed i 5 anni, con lo scopo di rispondere attraverso un lavoro breve (8/10 incontri) alle preoccupazioni genitoriali rispetto a qualche aspetto della vita del proprio figlio.

Le preoccupazioni possono riguardare:

  • Alimentazione (allattamento, svezzamento, selettività, rifiuto del cibo)
  • Sonno
  • Separazione
  • Comportamento (pianto, capricci, agitazione …)
  • Comunicazione sociale (inibizione, fatica nelle relazioni, mutismo, ritardo nel linguaggio)
  • Controllo sfinterico
  • Spasmi affettivi
  • Nascita di fratelli/sorelle
  • Inserimento al nido/ scuola dell’infanzia

Il lavoro con i bambini piccoli ed i loro genitori permette di ottenere un notevole risultato all’interno della loro relazione in tempi rapidi in quanto nelle prime settimane di vita, nei primi mesi ed anni sia i genitori che i bambini possono essere molto aperti al cambiamento.

Tale tipologia di intervento, condotto da uno psicoterapeuta infantile con alla base una solida formazione psicoanalitica, permette di gettare una nuova luce sui problemi portati dai genitori e, di conseguenza, alleviarli.

APPRENDIMENTO

  • D.S.A.

L’etichetta D.S.A. (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) indica un gruppo di disturbi del neuro-sviluppo che interessano uno specifico dominio di abilità (lettura, scrittura, calcolo), lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale.

Gli alunni con diagnosi di DSA possono quindi incontrare con l’inizio della scolarizzazione difficoltà nel leggere, nei compiti matematici, nello scrivere in modo corretto e fluido. Tali difficoltà possono ripercuotersi anche nel rapporto con i compagni e gli insegnanti, ostacolando il benessere scolastico dell’alunno.

Caratteristiche principali:

  • DISTURBO: non è una malattia, ma un disturbo di origine neurobiologica;
  • SPECIFICITÀ: interessano uno specifico dominio di abilità;
  • EVOLUTIVO: si manifesta fin dalle prime fasi di sviluppo e accompagna il bambino nel corso di tutto lo sviluppo, fino all’età adulta.

Tra i D.S.A. troviamo:

  • Dislessia o disturbo specifico della lettura: riguarda la capacità di decodifica di un testo scritto. L’alunno, rispetto ai suoi compagni, presenta difficoltà nel leggere in modo fluente e corretto.
  • Disortografia o disturbo specifico della compitazione: riguarda la componente ortografica della scrittura. L’alunno, rispetto ai suoi compagni, manifesta difficoltà nei compiti di scrittura, commettendo numerosi errori ortografici (ad es. omissioni, sostituzioni e inversioni di grafemi).
  • Disgrafia: riguarda la modalità con cui l’alunno scrive. L’alunno presenta difficoltà nella riproduzione di lettere e numeri, affaticandosi molto durante i compiti di scrittura. Spesso la grafia è illeggibile, eccessivamente lenta o veloce.
  • Discalculia o disturbo specifico delle abilità aritmetiche: è legato alle abilità di calcolo. Si manifesta attraverso difficoltà nel calcolo a mente e scritto, nel conteggio, nel riconoscimento e nella discriminazione di quantità.

Può essere presente una sola di queste difficoltà specifiche o più di una (in questo caso si parla di comorbilità).

Questi disturbi sono stati riconosciuti per la prima volta a livello normativo con la legge n.170 del 2010 (http://www.istruzione.it/esame_di_stato/Primo_Ciclo/normativa/allegati/legge170_10.pdf) la quale garantisce e tutela il diritto allo studio degli studenti con D.S.A.

La Consensus Conference (2011 –

https://www.aiditalia.org/Media/Documents/consensus/Cc_Disturbi_Apprendimento.pdf) ha stilato una serie di raccomandazioni per la pratica clinica, che costituiscono ancora oggi un punto di rifermento nell’ambito dei D.S.A.

Diagnosi:

DA CHI? Viene effettuata da equipe multidisciplinari (costituite da neuropsichiatra infantile, psicologo e logopedista) autorizzate dall’Azienda Socio-Sanitaria Territoriale (ATS) a rilasciare prima certificazione diagnostica di D.S.A. valida ai fini scolastici.

COME? Si procede attraverso una valutazione neuropsicologica approfondita, che si avvale dell’uso di test standardizzati.

QUANDO? La diagnosi di dislessia e disortografia viene effettuata a partire dalla fine della classe seconda della scuola primaria, mentre la diagnosi di discalculia dalla classe terza della scuola primaria.

Tuttavia, è possibile osservare prima di tali termini alcuni indicatori di rischio che è bene non trascurare e sui quali è possibile intervenire. L’utilizzo di strategie didattiche mirate, sia a casa che a scuola, può favorire il successo scolastico, promuovendo adeguati livelli di autostima e motivazione.

COSA FARE DOPO?

Un volta consegnata la diagnosi a scuola, il Consiglio di classe ha l’obbligo di redigere un P.D.P. ossia un Piano Didattico Personalizzato. Si tratta di uno strumento che sancisce un patto tra scuola, famiglia e servizi socio-sanitari al fine di garantire all’alunno l’autonomia e il successo scolastico. Al suo interno vengono definiti gli interventi didattici personalizzati e individualizzati e vengono indicate le misure dispensative e gli strumenti compensativi sulla base della specificità del singolo alunno D.S.A.

LINGUAGGIO

Valutazione dello sviluppo del linguaggio del bambino;

Trattamento abilitativo e riabilitativo dei disturbi di linguaggio, delle difficoltà di pronuncia e dei ritardi nello sviluppo linguistico con il rinforzo delle aree di fragilità facendo fulcro sui punti di forza;

Counseling logopedico rivolto agli adulti che si prendono cura dei pazienti (genitori, educatori, insegnanti).

DISTURBO DI APPRENDIMENTO NON VERBALE

È un disturbo che interessa principalmente le abilità non verbali. Si caratterizza per una netta discrepanza tra le abilità verbali (relativamente preservate) e quelle nell’area visuo-spaziale (nettamente inferiori rispetto all’area verbale).

Non esistono ancora criteri condivisi per descrivere questo disturbo, tuttavia sono state individuate alcune caratteristiche ricorrenti:

  • Deficit visuo-spaziali;
  • Difficoltà visuo-costruttive (es. nel disegno);
  • Problemi di coordinazione motoria fine (es. nella scrittura);
  • Problemi percettivi e tattili (es. riconoscimento figure);
  • Basse performance nei compiti matematici (lettura segni algebrici e incolonnamento nei calcoli scritti);
  • Problemi nelle relazioni sociali: labilità emotiva e impulsività, deficit nel percepire e comprendere segnali non verbali (intonazione voce, posture ed espressioni facciali).

Diagnosi

COME? Si procede attraverso una valutazione neuropsicologica approfondita, che si avvale dell’uso di test standardizzati.

COORDINAZIONE MOTORIA

  • DISPRASSIA

È un disturbo evolutivo della coordinazione motoria che comporta un’alterazione dello sviluppo degli apprendimenti gestuali.

Il bambino con diprassia incontra difficoltà nel compiere movimenti, coordinati nel tempo e nello spazio, con l’obiettivo di realizzare un’azione finalizzata (ad es. allacciarsi le scarpe, abbottonarsi, disegnare, vestirsi, giocare a palla).

Come si manifesta:

  • Ritardo nel raggiungimento delle tappe dello sviluppo motorio (passaggio alla posizione seduta, gattonamento, deambulazione);
  • Goffaggine nei movimenti: questi bambini risultano impacciati, lenti e scoordinati;
  • Scarse capacità sportive;

Si pone diagnosi di disprassia:

  • in assenza di patologia organica (come paralisi motoria, emiplegia o distrofia muscolare);
  • in assenza di deficit mentale e/o di turbe psichiche;
  • quando le prestazioni inadeguate del bambino interferiscono in maniera significativa con i risultati scolastici o con le attività della vita quotidiana.