CONSULENZA TECNICA DI PARTE

Lo psicologo in ambito forense, come consulente tecnico di parte (CTP) riveste un ruolo fondamentale a sostegno della valutazione di uno stato psicologico o del funzionamento di una persona oggetto di perizia.

In ambito civile “quando è necessario, il Giudice può farsi assistere per il compimento di singoli atti o per tutto il processo da uno o più consulenti di particolare competenza tecnica” lo psicologo CTU  è chiamato dal magistrato a compiere un esame della personalità del soggetto (art. 61 Cod. Proc. Civ). Questa richiesta da parte del Giudice, CONSULENZA TECNICA D’UF­FICIO (CTU), ha la funzione di offrire al Giudice l’ausilio di cognizioni tecniche che Egli non possiede, essendo di competenza di professionisti specializzati. Qualora si renda evidente un funzionamento psicopatologico, occorre che il CTU dimostri clinicamente la relazione tra la patologia riscontrata e la ricaduta negativa di questa sul comportamento oggetto di perizia. Non è detto che una persona con tratti di personalità disturbati, che generano problematiche in alcuni ambiti della propria vita, non possa essere comunque un genitore sufficientemente buono.

Le parti, i genitori nei casi di separazione, possono farsi assistere da propri consulenti tecnici di fiducia, nominando un CONSULENTE TECNICO DI PARTE (CTP). La dichiarazione di nomina, viene effettuata dall’avvocato di una parte, indicando il nome e il recapito del Consulente Tecnico di Parte prescelto, in modo che il Cancelliere possa fare a sua volta le comunicazioni previste dalla Legge.

Tale ruolo è riservato esclusivamente agli psicologi iscritto all’Ordine professionale. (Sentenza n. 767 del 5 giugno 2006 della Suprema Corte di Cassazione; declaratorie dei settori scientifico-di­sciplinari da M-PSI/01 fino a M-PSI/08 del Decreto Ministeriale del 4 ottobre 2000 del Ministero dell’Università e della Ricerca, presenti nei percorsi formativi universitari dello psicologo: classe 34 e 58/S di cui al DM 509/99 e classe L24 ed LM51 di cui al DM 270/04)

La nomina di un CTP (Consulente Tecnico di Parte) è utile per tre ordini di motivi.

  • In primo luogo per una funzione di controllo sulle operazioni peritali, nel senso che il CTP verifica che tutto il percorso proceda secondo le più adeguate metodologie (che devono essere seguite in modo scrupoloso dal CTU).
  • In secondo luogo per svolgere una funzione più collaborativa con il CTU: il CTP infatti essendo un “tecnico” esperto può interagire positivamente con il CTU portando riflessioni nuove e magari alternative, delle quali il CTU potrà tenere conto. Il CTP, se lo ritiene e in accordo con il proprio cliente, può produrre, al termine della perizia, delle osservazioni che verranno inviate alla attenzione del Giudice tramite il CTU. Il Giudice così si troverà ad avere ancora più elementi utili per la sua decisione.
  • Infine il CTP interagisce in più momenti con il proprio cliente, sia prima dell’inizio della perizia che durante la CTU stessa, svolgendo colloqui di riflessione e monitoraggio sull’andamento della perizia. Questa funzione di sostegno è fondamentale per la persona che si vede coinvolta in un procedimento approfondito e certamente complesso dal punto di vista procedurale, ma anche emotivo. Il CTP sarà presente durante tutte le operazioni peritali, avendo anche momenti di confronto con il CTU e gli eventuali altri CTP.

La determinazione del compenso al consulente di parte non viene stabilita dal Giudice, come accade per il CTU, il CTP è tenuto a rispettare le tariffe professionali dell’Ordine di appartenenza. Queste potranno essere a vacazione (tariffa oraria), a percentuale sul valore.